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© 2019 Simone Valeo

Le canzoni dell'album 

 L'ho scritto perché...

Oggi siamo sempre più combattuti se rimanere inscatolati in questa scomoda realtà, dove sembra che niente funzioni e niente possa cambiare, una società in cui mancano prospettive per il futuro, in cui siamo costretti a sottostare ai ricatti quotidiani senza un lavoro decoroso che ci restituisca dignità. 

Così sogniamo un altro luogo, cercando una via di fuga per evadere da questa situazione. Molti sembrano attratti dai “paradisi artificiali”, sia da sostanze psicotrope, sia dalle immagini da cartolina di certe mete turistiche che giornali e tv ci propongono, come se fossero la soluzione ai nostri problemi.

Dubai sembra la meta preferita, il luogo dove tutto è possibile: isola “sintetica”, costruita sul lusso sfrenato e la trasgressione, ci propone un modello di vita anni 80 al quale in molti, in tempi di grandi incertezze, abboccano ancora facilmente, preferendo scappare dalla cruda realtà sociale. 

 

La copertina dell’album intitolato «Vai a Dubai» ci racconta che viviamo stretti tra la realtà cruda dei «gilet gialli» sullo sfondo e il sogno della fuga, rappresentato da un novello "Bruce Willis" con chitarra, cane e valigie, diretto verso un altrove. 

L'iconica figura ci suggerisce una soluzione: scegliere di adoperare le nostre energie per fare quello che realmente ci soddisfa; per me evadere significa superare l’inganno del viaggio-speranza attraverso la musica e l’ironia. 

Questo titolo sta all’interno di un disco nel quale, accanto a canzoni con tematiche “civili”, trovano spazio brani ironici e surreali.

È sempre la realtà il luogo da cui ho preso spunto per raccontare storie, guardata attraverso una lente che ne ingrandisce pregi e difetti. 

Videomix foto e brani

Nell'album racconto diversi personaggi che ricordano i fumetti:

CORNELIO, il «poeta dell’imbroglio”, colui che ha rinunciato ai propri ideali, dimenticando la sua vera natura.  

Il FASCISTA MEDIATICO, uno sberleffo dedicato a tutti quei personaggi pubblici che vorrebbero riportarci nel Medioevo facendo presa sulla pancia della gente, attraverso i social e la televisione. 

Il lupo di CORRI CORRI SORELLINA, una favola gotica dove per una volta il femminicidio non può compiersi.

I «camici bianchi», i «banchieri sorridenti», le «tuniche striscianti» di BACIA LE MANI, brano che riassume tutte le “mafiette” del nostro Bel Paese.

Il GATTO CON LE ALI, simbolo dell’artista giocoliere che ama vivere con poco e sa volare alto, diffondendo positività.

LA RENNA IN CANOTTIERA, l’ultimo superstite in questo clima impazzito, mentre «nessuno muove un dito» per risolvere il problema dell’inquinamento.

 

Oltre all’aspetto grottesco della attualità, nel disco esiste anche il mondo reale: 

IL CAMMINO DELLA VITA è fatto di brusche fermate e dolci ripartenze.

 

Il rapporto di coppia può essere UN AMORE INGOMBRANTE, «un po’ altalenante» che ritorna comunque a casa.

L’amore universale può ancora esistere, se attraverso il rapporto con gli altri riuscissimo a comprendere che siamo tutti UGUALI E DIVERSI.

Il TANGO DELLA LIBERTÀ racconta che festeggiare insieme il 25 Aprile aiuta ad allontanare la « storia buia» del passato.

 

Un album che musicalmente ha i suoi riferimenti in alcuni grandi artisti della storia della canzone d’autore italiana: da Jannacci a Gaber a Dalla, attraverso le sonorità degli “chansonniers” francesi, lo swing degli standards americani e il ritmo incalzante della polka balcanica.

Un album ricco di atmosfere vintage, scritto e arrangiato da me e in seguito registrato in diretta e suonato solo con strumenti acustici, proprio come si faceva una volta. I bravissimi compagni di viaggio sono tutti jazzisti e creativi di Parma.

I miei personaggi

Credits

Registrato da Domenico Vigliotti al Sonic Temple Studio di Parma 
Mixato da Stefano Carrara

 

Simone Valeo, voce e chitarra acustica

Michele Bianchi, chitarra jazz e chitarra gipsy

Stefano Carrara, contrabbasso, violino, effetti sonori.

Leo Caligiuri, pianoforte.

Elena Champion, fisarmonica.

Federica Olari, clarinetto.

Paolo Mozzoni, batteria e piccole percussioni.

Tommaso Vecchi, progetto fotografico 

Giovanni Mainardi, progetto grafico